Chi tratta i dati
Il titolare del trattamento è Xtracom Soluzioni per Aziende di Paolinelli Claudio (ditta individuale), Via Giovanni Boccaccio 13, 60015 Falconara Marittima (AN), P.IVA 02727050425.
Per qualunque domanda sui suoi dati può scrivere a info@xtracom.it.
Quali dati
- Su WhatsApp, al telefono e per e-mail: quello che sceglie di dirci o di mandarci. Se ci manda la bolletta su WhatsApp, anche in foto, ci arrivano i dati che ci sono scritti: intestatario, indirizzo di fornitura, consumi, codici del contatore, fornitore attuale. La bolletta ci serve a confrontare le offerte, e resta nella conversazione come prova che a cercarci è stata lei.
- Dal sito: se ci scrive da un bottone WhatsApp del sito, il messaggio già scritto porta anche la campagna e l'annuncio da cui arriva. Succede solo se ha detto di sì alla domanda sull'annuncio, che trova in fondo a questa pagina; se no, il messaggio parte senza.
- Se decide di cambiare fornitore, o ci chiede una voltura o un subentro: i dati che servono al contratto.
Darci i dati non è obbligatorio, ma senza non possiamo risponderle.
Perché li usiamo
- Per richiamarla, risponderle e guardare la sua bolletta, perché ce l'ha chiesto lei (misure precontrattuali prese su sua richiesta, art. 6.1.b del Regolamento UE 2016/679).
- Per seguire le pratiche che ci affida: cambio di fornitore, voltura, subentro, reclami e il controllo delle prime bollette (esecuzione del servizio, art. 6.1.b).
- Per richiamarla prima che l'offerta scada, solo se ce lo chiede. Il consenso lo dà a parte, quando firma il contratto, non sul sito (consenso, art. 6.1.a). Può ritirarlo quando vuole, anche con un messaggio: da lì non la richiamiamo più, e quello che è stato fatto prima resta valido.
- Per poter dimostrare, se serve, che è stata lei a cercarci per prima. La legge chiede a chi propone luce e gas per telefono di poterlo provare (art. 51 c. 8-bis del Codice del consumo), e per questo teniamo la conversazione su WhatsApp. È un nostro legittimo interesse (art. 6.1.f), cioè un interesse che la legge ammette, a meno che i suoi diritti non pesino di più.
- Per gli obblighi di legge, per esempio fiscali (art. 6.1.c).
- Per proteggere il sito dagli attacchi, e per contare le visite in forma aggregata, così capiamo quali pagine servono (legittimo interesse, art. 6.1.f).
- Per sapere da quale annuncio arriva un messaggio, e quindi dove vale la pena spendere, solo se ci dice di sì (consenso, art. 6.1.a).
A parte il richiamo prima della scadenza, non usiamo i suoi dati per mandarle pubblicità, e non li diamo ad altri perché lo facciano. Non li vendiamo a nessuno.
Ogni decisione su di lei la prende una persona, e non costruiamo un suo profilo: niente decisioni automatiche né profilazione (art. 22).
A chi li diamo
- Al fornitore di luce o gas che sceglie lei, solo se decide di cambiare, per attivare il contratto.
- A Hetzner Online GmbH, che ci dà il server su cui girano il sito e le statistiche. Tratta i dati per conto nostro e solo per questo.
- A Microsoft, che ci gestisce la posta (Microsoft 365): se ci scrive per e-mail, il messaggio sta lì, trattato per conto nostro.
- Se ci scrive su WhatsApp, la conversazione passa dal servizio di WhatsApp, di Meta, che la tratta secondo le sue condizioni.
- Alle autorità, quando la legge lo chiede.
Dove stanno
Il sito e le statistiche girano su un server di Hetzner in Germania, dentro l'Unione europea.
WhatsApp, di Meta, e la posta di Microsoft possono portare i dati negli Stati Uniti, fuori dall'Unione europea: i messaggi e quello che ci manda passano dai loro server. Per gli Stati Uniti c'è una decisione di adeguatezza della Commissione europea, il Data Privacy Framework UE-USA, e Meta e Microsoft vi aderiscono. Vuol dire che per la Commissione i dati che arrivano a queste aziende sono protetti come in Europa. In più usano le clausole contrattuali tipo, cioè contratti standard approvati dalla Commissione che le obbligano a proteggere i dati.
Per quanto tempo
- Le conversazioni su WhatsApp e le e-mail che non diventano un contratto le cancelliamo entro dodici mesi, e con loro la bolletta e quello che ci ha mandato. Fino ad allora restano anche come prova che a cercarci è stata lei.
- Se ci affida una pratica, teniamo i dati finché la seguiamo, e dopo per il tempo che la legge chiede per i documenti da conservare (fino a dieci anni).
- Il registro tecnico del server (indirizzo IP, pagina, ora) lo teniamo al massimo 30 giorni.
- La sua risposta sull'annuncio resta nel suo browser per sei mesi. Dopo, il sito gliela chiede di nuovo.
I suoi diritti
Può chiederci in ogni momento di vedere i suoi dati, di correggerli, di cancellarli, di limitarne l'uso, di opporsi al trattamento o di riceverli in un formato leggibile (articoli 15-22 del Regolamento). Basta scrivere a info@xtracom.it. Il sì alla domanda sull'annuncio può ritirarlo anche dal sito, come spieghiamo qui sotto.
Se pensa che i suoi dati non siano trattati come si deve, può fare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (si apre in una nuova scheda).
L'annuncio da cui arriva
Se apre il sito da un annuncio, nell'indirizzo della pagina ci sono la campagna e l'annuncio, nei parametri utm_source, utm_medium, utm_campaign, utm_content e utm_term. A volte c'è anche un codice del clic: gclid, gbraid e wbraid per Google, fbclid per Meta. Se non ha ancora risposto, compare la domanda sull'annuncio, che le chiede se possiamo usarli. Per decidere se mostrarla, il sito controlla solo che nell'indirizzo ci siano questi nomi, senza leggerne il contenuto, e il risultato non lo salva e non ce lo manda. Se apre il sito senza un annuncio, la domanda non compare.
Ci servono a capire quali annunci portano davvero contatti, e quindi dove vale la pena spendere. Se dice di no il sito funziona uguale e il suo messaggio ci arriva lo stesso, solo senza l'annuncio. Finché non dice di sì, il sito non li lega a nessun messaggio.
Se dice di sì, il sito li legge e li tiene con lei mentre passa da una pagina all'altra. Ci arrivano solo se ci scrive su WhatsApp dal sito: nel messaggio mettiamo solo la campagna e l'annuncio, e li vede prima di mandarlo. Noi non li passiamo a nessun altro.
La sua risposta, sì o no, resta salvata nel suo browser per sei mesi, nella memoria locale del sito (localStorage). Può cambiarla quando vuole dal link in fondo a ogni pagina, accanto a «Informativa privacy», oppure cancellando i dati del sito dal browser. Un no vale da subito; il riferimento arrivato prima in un messaggio resta nel messaggio, e può chiederci di toglierlo.